La pandemia ci catapulta nel futuro
(Tempo di lettura 55 secondi) Ho visto più saghe di fantascienza in queste ultime 2 settimane (prima ero ricoverato) che in tutta la mia vita notando una condizione di causa e effetto fra pandemia e futuro. Secondo le stime a soffrire di più questa crisi saranno tutte quelle attività dove le persone socializzano e si incontrano o condividono spazi come bar, ristoranti, cinema, centri commerciali, chiese, piazze, parchi, mercati, ecc. Nelle aziende dove i lavoratori per forza di cosa lavorano a stretto contatto si dovranno rivedere completamente non solo i comportamenti ma anche ridisegnare ambienti e procedure secondo norme anti contagio. In breve, in un’ottica futuristica, automatizzeremo tutte le nostre attività estremizzando smartworking e telelavoro proprio come nei film di fantascienza che delineano un futuro altamente tecnologico nel quale a farci compagnia saranno sempre più macchinari senzienti e sempre meno il prossimo con il quale ci confronteremo solo quando avremo una digitalizzazione completa delle comunicazioni, e magari essere virtualmente presenti tramite immagini oleografiche alla Star Wars. (Nascerà il movimento Estremista futurista, contrapposto al sovranista conservatore... ma questa è politica, di cui non voglio occuparmi).
Dichiarazione da ogni dove confermano che nulla sarà come prima ma forse questo virus ha dato un’accelerata a quello che prima o poi sarebbe accaduto, l’industria 1.1.
Il futuro è già partito, il futuro è ora. Speriamo di esserne all’altezza.

Commenti
Posta un commento